L'UNIONE DEGLI STUDENTI
Nasce a Roma il 12 marzo del 1994 al termine di un' assemblea nazionale che vede la partecipazione di tantissime delegazioni studentesche provenienti da tutta l' Italia.


E' UN'ASSOCIAZIONE NAZIONALE
Indipendente, di ispirazione sindacale impegnata nella costruzione di una scuola pubblica, democratica, laica, solidale e antifascista. Possono aderire all' associazione tutti gli studenti indipendentemente dalla loro nazionalità, religione, opinione politica, professione, condizione sociale, e orientamento sessuale. L'UdS è presente in 130 Città, nei principali capoluoghi di provincia ed in quasi tutte le Regioni raccogliendo circa 30.000 iscritti. L'UdS fa parte dell'OBESSU (www.obessu.org), l' organizzazione con sede a Bruxelles che raccoglie i maggiori sindacati studenteschi d' Europa.

Mi iscrivo all'Unione degli Studenti perchè voglio far parte di una associazione studentesca di impegno sindacale, civile, culturale, politico e di volontariato sociale che svolge le sue funzioni all'interno e all'esterno della scuola.

MI iscrivo all'Unione degli Studenti perchè voglio battermi per i miei diritti di studente, perchè voglio una scuola pubblica, laica, multietnica e gratuita. Perchè voglio delle scuole che non cadano a pezzi, perchè voglio battermi per il diritto allo studio.

Mi iscrivo all'Unione degli Studenti perchè mi riconosco nei valori democratici sanciti dalla Costituzione nata dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo. Mi iscrivo perchè sono antirazzista, antifascista,non violento e pacifista.

Mi iscrivo all'Unione degli Studenti perchè sono contro la guerra, perchè voglio costruire nella mia scuola un cantiere permanente di pace. Mi iscrivo all'Unione degli Studenti perchè credo che un'altro mondo non solo sia possibile, ma sia necessario.

Mi iscrivo all'Uds perchè sono concreto ma idealista, perchè sono libero dalle ideologie ma pieno di idee, perchè sono un utopista, ma voglio "abitare le mie utopie".

Mi iscrivo all'Uds perchè sono un sognatore.

Costruiamo l'Altra Riforma !!!

A una situazione  ­di evidente e tale crisi del sistema formativo italiano, i governi  da 15 anni a questa parte non sono riusciti a dare una risposta concreta e efficace, anzi.  Le “riforme” dei governi Berlusconi e del governo Prodi non hanno mirato a modificare e a incidere sui problemi strutturali della scuola pubblica ma si sono limitati a interventi di facciata.

Dalla  reintroduzione degli esami di riparazione al 5 in condotta sono interventi tesi semplicemente a dare l’impressione di un cambiamento, a vestire  la scuola di un vestito di serietà e autoritarismo che nasconde, magari più efficacemente, lo stato di perpetuo disfacimento.

La questione formazione oggi è completamente assente dal dibattito politico, non c’è la reale volontà politica di discutere di scuola , né ci si interroga in maniera profonda delle ragioni che hanno portato alla situazione attuale.

A oggi, mentre la Gelmini si appresta a far approvare in Parlamento l’ennesima riforma ( che riforma non è ),  noi, Unione degli Studenti, avvertiamo l’esigenza di costruire un nostro progetto di Altra Riforma; innanzitutto per rivendicare la capacità degli studenti di essere propositivi, di saper formulare una proposta complessa di come la scuola pubblica debba cambiare. Se siamo davvero convinti che lo studente sia il protagonista all’interno della propria scuola chi meglio dello studente stesso può percepire e interpretare i problemi che lo circondano e che ancorano la scuola a un sistema formativo vecchio e inadeguato, e chi meglio dello studente può avventurarsi a proporre eventuali soluzioni ?


 

Riuscire a formulare a livello nazionale una proposta diventa una prerogativa per affrontare il prossimo autunno. Riuscire a arrivare all’autunno con una nostra proposta, largamente condivisa dagli studenti, non solo è importante per avere quell’elemento di proposta che ci consente di articolare la protesta in maniera realmente incisiva e differente dalle altre realtà studentesche, ma per dimostrare alla classe politica e al governo in primis, e rendere palese di fronte agli studenti e all’opinione pubblica che quella che stanno mettendo in campo non è una  Riforma della scuola ma solo e semplicemente un modo per giustificare i tagli dello scorso anno, che non inciderà sui punti di criticità della scuola pubblica se non in maniera peggiorativa. 

 


Ogni scuola, ogni studente deve essere reso partecipe; quindi aiutaci convocando il tuo collettivo, il tuo comitato studentesco o mettendo tra i punti all'ordine del giorno della tua assemblea :  la scuola che vorremmo.

 

Clicca qui per maggiori informazioni sulla campagna 

Contattaci a help@udscampania.it oppure carica i tuoi contributi su www.wikisaperi.org

 

 

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Riforma Gelmini II :

Il Riordino

La riforma delle scuole superiori ci lascia profondamente insoddisfatti, l'unica strategia del governo è quella dei tagli (oltre 7.000 insegnanti in meno secondo la rivista "Tuttoscuola"), non vediamo progetti educativi dietro questo riordino. Se da una parte  una riorganizzazione degli indirizzi era necessaria, dall'altra il taglio indiscriminato di ore in tutte o quasi le classi non è la risposta per riqualificare la scuola italiana. Seppur siamo in attesa del testo definitivo approvato dal Consiglio dei MInistri, dalle indiscrezioni risulta che ci sono stati degli aggiustamenti rispetto al testo inziale, anche a seguito dei parei delle commissioni parlamentari e del consiglio di stato. Come richiesto a granvoce anche dall'uds, la riforma partirà solo dalle prime classi, anche se il taglio al quadro orario riguarderà anche le altre classi e l'impianto generale rimane lo stesso. Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l'obbligo di istruzione, con il risultato di differenziare sin da subito i licei dall'istruzione tecnica e professionale.
Il parere degli studenti rispetto a tali decreti approvati oggi dal governo è nettamente contrario, e lo dimostra anche la bocciatura di un documento di elogio della riforma da parte dei presidenti delle consulte studentesche italiane.

L'unione degli Studenti, continua a chiedere delle modifiche sostanziali ai provvedimenti di riordino delle superiori quali:

- rinvio di almeno un anno della riforma in modo da consentire una maggiore chiarezza agli studenti che si iscrivono a scuola
- avvio della riforma (e dei tagli orari) solo alle prime classi e non anche alle 2° classi, che altrimenti vedrebbero mutare "in corsa" i propri programmi e quadri orari
- definizione di un'area di discipline comune a tutti i percorsi scolastici nel primo biennio delle superiori, in modo da garantire, nella scuola dell'obbligo, competenze e conoscenze comuni a tutti gli studenti indipendentemente dalla scuola stessa, e rendere così più facili eventuali "ripensamenti" sul proprio percorso scolastico
- totale revisione dei "comitati scientifici" - criticati anche dal Consiglio di Stato - che , vedendo al presenza paritaria die sperti esterni, minerebbero la centralità dello studente nel percorso di apprendimento con forte rischio di spinte privatistiche nelle scuole

Inoltre, non ci stanchiamo di chiedere che tutti i risparmi conseguiti con questa “razionalizzazione" siano reinvestiti nelle scuola pubblica al fine di migliorarne la qualità, portarla ai livelli europei e permettere a tutti i giovani l'accesso all'istruzione.

 

Ecco come cambieranno le scuole superiori

 

Scarica il Fronte del Volantino qui

Scarica il Retro del Volantino qui

Edlizia ci pensiamo noi !

 

 

 

 

La grande partecipazione alle mobilitazioni studentesche del 9 ottobre ha messo in evidenza i problemi che vivono quotidianamente le studentesse e gli studenti campani. Un disagio profondo che è sintomo di una scuola sempre più inadeguata, sempre più vecchia tanto da un punto di vista didattico  e formativo quanto propriamente strutturale. La preoccupazione per un futuro sempre più incerto è accompagnata da una preoccupazione diciamo più contingente, che riguarda le condizioni strutturali sempre più tragiche in cui versano i nostri istituti. Le scuole campane appaiono  fatiscenti (finestre rotte o inesistenti, bagni non funzionanti, contro soffittatura che cade, scale d’emergenza che non ci sono e se ci sono restano chiuse…), per non parlare del sovraffollamento delle aule conseguente ai tagli della l.133, a cui si aggiungono  carenze propriamente strutturali che minano la sicurezza stessa degli edifici scolastici. La legge 626 sulla sicurezza non viene rispettata, le prove di evacuazione non vengono effettuate, molte scuole non hanno aggiornato il certificato di agibilità, sono presenti in quasi la totalità delle scuole barriere architettoniche etc. etc. etc.

A questo si aggiungono le moltissime scuole che non hanno nemmeno la palestra o i laboratori o i cui servizi igienici sono impraticabili.

Discorso a parte andrebbe fatto per le così dette succursali in cui gli istituti vengono sempre più spesso smembrati. Le succursali sono nella maggior parte dei casi delle sistemazioni di “emergenza”e non è raro che vengano adibiti a scuole edifici privati, con un notevole dispendio di risorse collettive per l’affitto e tutte le spese necessarie a renderli praticabili, o addirittura in garage o scantinati. Altri sono invece i casi di studentesse e studenti costretti ad andare a scuola a rotazione, alcune classi di mattina altre classi di pomeriggio. Gli istituti più colpiti sono gli istituti tecnici e professionali, che vivono in condizioni al limite del reale.

 

Questa situazione è ormai intollerabile e non possiamo permetterci di aspettare la tragedia per cominciare a indignarci e occuparci di questo tema. L’indignazione e la preoccupazione dovrebbero leggersi ogni giorni sui volti di ogni studente ma anche di ogni genitore, di ogni professore e di ogni dirigente scolastico.

 

 

Per questo motivo l’UdS Campania ha deciso di lanciare una grande campagna sull’edilizia scolastica in collaborazione con Legambiente Campania, Libera Campania e la FILLEA-CGIL Campania (il sindacato degli edili).

 

 La campagna si strutturerà su più livelli:

 

Fase di monitoraggio della situazione attraverso il questionario sull’edilizia scolastica (1 studente per scuola). Il questionario costa di una serie di domande volte a verificare lo stato di aule e corridoi, degli spazi comuni quali laboratori, palestre e cortili ma anche e soprattutto le condizioni strutturali dell’edificio, nonché il rispetto del decreto legislativo 81/2008 (ex- 626/94), in materia di sicurezza. Dobbiamo, inoltre, richiedere di inviarci le foto delle situazioni più tragiche per completare e  rendere anche più tangibili le situazioni evidenziate dai questionari.

Evidenziare la particolare situazione di instabilità geologica che caratterizza la nostra regione, cercare di prevedere i rischi che si corrono se non si mettono in sicurezza immediatamente le scuole, in caso di evento sismico o comunque calamità naturale ( frane, alluvioni ect. ).

 

 

 

Ricostruzione dei finanziamenti destinati dal governo, la regione Campania e le provincie all’edilizia scolastica, e mediante i dati raccolti provare a fare una previsione dei finanziamenti che andrebbero invece stanziati per mettere in sicurezza tutte le scuole campane.

 

Ricostruire come i fondi destinati all’edilizia scolastica siano stati utilizzati, quante scuole abbiamo subito realmente interventi strutturali, come sono stati gestiti gli appalti e la trasparenza degli stessi, la qualità del lavoro svolto etc. etc.  

 

 

Al termine di questo lavoro che va molto oltre il semplice monitoraggio abbiamo intenzione di :

·        stampare un “libro bianco” per ogni provincia e un “libro bianco” regionale contenente tutto lo studio fatto.

·        lanciare un ciclo di assemblee tematiche nelle “scuole più a rischio” e una più grande assemblea provinciale per evidenziare i dati usciti dal lavoro svolto e cercare di sensibilizzare gli studenti e la cittadinanza tutta.

·        organizzazione di mostre itineranti delle foto della situazione delle scuole raccolte

·        presentazione del libro bianco in una conferenza stampa regionale

·        iniziative sotto le Province e la Regione per pretendere dalle istituzioni la giusta considerazione del problema e l’attuazione immediata di provvedimenti volti a normalizzare le situazioni di maggiore disagio.

 

 

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